Complesso degli Incurabili
Dettagli progetto
Napoli | Campania | ITALIA
Progetto di Riqualificazione, Restauro e Rifunzionalizzazione del Complesso Monumentale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili
Settore : Settore sanitario
Luogo : Napoli | Campania | ITALIA
Cliente : ASL Napoli 1
Destinazione d'uso : Edificio polifunzionale con funzioni sanitarie, museali e residenziali
Stato dei lavori : In corso
Superficie lorda : 24.530 mq
Costo : 106.820.652,00
Progettisti : Barretta&Partners; Studio Associato Carafa e Guadagno s.r.l.; Studio Costa Architecture s.r.l.; Dodi Moss s.r.l; General Engineering s.r.l.; Ia2 Studio Associato
Consulenti : Bimon s.r.l.; CG Associati s.r.l.s.; Dott.Girolamo Ferdinando De Simone; Fabrica Conservazione e Restauro s.c.p.l.
Anno : 2022
Progettare oggi in un centro antico complesso come quello di Napoli porta inevitabilmente a confrontarsi con un contesto consolidato e sottoposto a molteplici vincoli monumentali.
Nel caso del progetto di riqualificazione, restauro e ri-funzionalizzazione del complesso monumentale Santa Maria del Popolo degli Incurabili, si è espressa la volontà da parte dell’amministrazione di tenere insieme tre dei grandi temi delle città contemporanee italiane: la celebrazione del proprio patrimonio in quanto testimonianza storica, quindi musealizzando le espressioni più rappresentative (come la famosa Farmacia e il chiostro); il bisogno di presidi ospedalieri distribuiti a macchia nel tessuto urbano denso; e il rispetto di funzioni già presenti, come in questo caso di residenze.
Il progetto dello studio Barretta&Partners parte dal rilievo dello stato di fatto e da un’attenta e profonda analisi storica che guarda ad un edificio tanto stratificato a diverse scale, dalla sua forma totale alle singole parti. Durante questa ricerca, infatti, sono stati analizzati non solo i resti più evidenti del vecchio manufatto, ma anche alcuni segni ‘minori’.
L’approccio dei progettisti, in questa fase, infatti, è stato quello di un metodo archeologico, volto alla ricostruzione del disegno e della volumetria originale. Questa è stata il risultato della sovrapposizione di un rilievo della fine del XIX secolo, di un successivo rilievo – confrontato con foto – della metà degli anni ‘60 del XX secolo allo stato attuale.
Il complesso come si presenta oggi è il frutto delle demolizioni della parte di ospedale successive alla seconda guerra mondiale e il convento di Santa Maria delle Grazie a Caponapoli, risalente al 1453 aggregato all’ospedale nel 1800. Il rudere facente parte dell’antico convento di Santa Maria delle Grazie, denominato Diruto, poi è andato in parte distrutto dai bombardamenti del 1943 e è stato definitivamente demolito dopo il terremoto del 1980.
Il diruto è diventato un elemento incompleto, un vuoto che interrompe la lettura del complesso, e da qui nasce la necessità di ricostruire, con un segno moderno, al fine di poter ridare una forma ed una conseguente funzione anche a questo volume ‘perduto’.
Dal punto di vista compositivo l’idea progettuale nella fase di concorso, si sviluppa attraverso la configurazione di un elemento totalmente vetrato che si innesta in “sottosquadro” sulle mura dirute, permettendo in questo modo di creare all’interno funzioni indispensabili all’intero complesso.
In seguito alle osservazioni della Soprintendenza, si è scelto di riconfigurare la nuova volumetria secondo due orientamenti e materie diverse.
La materia, sebbene chimicamente la stessa, finirà comunque per apparire diversa, in quanto frutto di un’opera attuale, ma diventerà un chiaro segnale visivo con lo scopo di restituire un’immagine oggettiva.
Per non ricorrere ad un falso storico, si è scelto di ricostruire con riconoscibilità dell’intervento dando importanza allo stretto rapporto che quelle mura hanno con l’ambiente in cui è inserito. L’attacco alla materia preesistente avviene mantenendo il segno della demolizione; lo squarcio viene ‘’curato’’ con una fascia di vetro per poi innestare immediatamente il nuovo setto in tufo. Il tempo, renderà il nuovo amalgamato al vecchio, dunque storicamente stratificato esattamente come è successo nel passato.
Il Chiostro, invece, ritorna ad essere un luogo centrale, uno spazio, intorno al quale si articolano le diverse funzioni di accoglienza e accesso al complesso ospedaliero, esattamente come era concepito un tempo di Chiostro monastico, ma diventa anche uno spazio aperto fruibile da tutta la città di Napoli.
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